Le colline di Santarcangelo

Il punto di partenza – Questo percorso parte da Santarcangelo di Romagna, all’incrocio tra Via Andrea Costa e Via dell’Uso. Chi proviene dalla Via Emilia nord deve girare alla prima indicazione per Santarcangelo, per trovarsi all’incrocio suddetto dopo 0,7 km. Chi invece proviene da sud deve superare l’ultimo semaforo di Santarcangelo sulla Via Emilia, poi girare a sinistra dopo 100 metri, per giungere all’incrocio indicato per la partenza dopo circa 700 m.

(I numeri dei tratti seguenti fanno riferimento a quelli della tabella planimetrica).

  • Tratto 1-2 – Si imbocca Via dell’Uso verso Stradone, in quella che è la SP 13. La salita è molto leggera, ideale per scaldarsi a dovere.
  • Tratti da 2-3 a 4-5 – Giunti a Stradone, si gira a sinistra per Ponte Uso, poi dopo altri 1200 metri si imbocca a destra la Via Medrina. Qui il fondo asfaltato è in uno stato pietoso, tanto da poter essere considerato sterrato. Siamo entrati nella provincia di Forlì-Cesena, lungo la piccola valle del Rio Medrina. Dopo altri 1400 metri si giunge ad un quadrivio, dove si prosegue diritto, su fondo sterrato. Questo tratto si trova in un deplorevole stato di abbandono e di degrado. Più avanti compaiono campi ben tenuti; qui la strada comincia a salire in modo sensibile a tornanti, con fondo cattivo. Si segue la via principale, fino ad arrivare all’incrocio con la SP 11, subito sotto la chiesa di S. Martino in Converseto.
  • Tratti 5-6 e 6-7 – Siamo sulla provinciale che da Savignano sul Rubicone porta prima a Borghi, poi a Sogliano al Rubicone. Giriamo verso Sogliano, in una salita di media pendenza. Dopo circa 2,1 km, prima di arrivare a Sogliano, si deve girare a sinistra, in corrispondenza di una chiesetta, seguendo l’indicazione del Campo Sportivo. Poi si deve tenere la sinistra, seguendo la sterrata che in 400 m porta alla cima.
  • Tratto 7-8 – La pendenza della discesa è accentuata; il fondo è in cattivo stato, con ghiaia, sassi, buche e tornanti; la prudenza è d’obbligo.
  • Tratti 8-9 e 9-10 – Giunti all’incrocio con la SP 13, si gira a destra; giunti a Ponte dell’Uso, si oltrepassano entrambi i ponti sul torrente, per arrivare subito dopo ad una biforcazione. A destra si andrebbe a Montetiffi e Perticara; noi invece pigliamo a sinistra verso Novafeltria. La salita non è pesante più di tanto, pur avendo il fondo in cattivo stato.
  • Tratti da 10-11 a 12-13 – Dopo 2,9 km si deve girare a sinsitra in una sterrata che porta a Ginestreto, piccolissimo conglomerato di case attorno alla vecchia chiesa. Il senso di abbandono è forte, mitigato dal panorama molto bello, specialmente in primavera. Si prosegue in discesa, tenendo la destra; il fondo è in discreto stato e dal crinale si gode di belle viste tutto attorno: Sogliano, Torriana, Verucchio, S. Marino si fanno riconoscere dall’occhio esperto, visibilità permettendo. Quasi al termine della discesa la strada diventa a tornanti; prima del ponte sull’Uso si ritrova l’asfalto e subito dopo ci si immette nuovamente sulla SP 13.
  • Tratti da 13-14 alla fine – Si gira a destra, si torna a Stradone e da qui si prosegue per Santarcangelo, tornando all’incrocio di partenza.

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